29 Dicembre 2011

Pillole di cinema parte 40 (XXXX): La passione per il cinema d'autore lunga una playlist per il 2011.

 

IN ORDINE CASUALE:

1. Faust: [...se si potesse fare a meno dell'anima, perché complicarsi la vita...], uno dei primi estratti scritti nell'opera filmica di Alekandr Sokurov, che gioca con l'anima dell'uomo e ne fa quello che vuole; un patto con il diavolo che condanna l'uomo. Sublime il formato di proiezione 4:3, con le inquadrature quasi appannate e semi-nascoste dai contorni di foglie e rami d'albero, come se la natura volesse nascondere il proibito del cinema di Sokurov. Eccezionale.

2. Frankenstein Junior: la moral guidance della commedia americana, che viene rispolverata dalla nexo digital e restaurata in digitale, per essere proiettata sul grande schermo. Un film (mai) visto al cinema, ma che la nexo digital ha saputo cogliere l'attimo. Un cult carpem diem.

3. Arirang: da Venezia a Fuori Orario, sono miracoli che solo enrico ghezzi riesce a fare a distanza di due mesi dalla prima proiezione veneziana. Un video-diario di Kim Ki-Duk sul suo esilio dal cinema. Malessere, disperazione, rimorso, depressione, cinismo, il tutto su un'unica pellicola, che sembra sanguinare dal dolore. Masochistico.

4. 11 settembre 2001/2011: evento decennale, che mi ha (ri)toccato il cuore, da un'America con la ferita ancora aperta. Il viaggio di mio fratello proprio nella settimana dell''11 settembre 2011 a New York, mi ha fatto riflettere, sopratutto quando ho visto le foto scattate da lui. Da ricordare.

5. Hereafter: Clint intraprende un viaggio sul confine, che separa la vita dalla morte, un film laico che porta alla luce/o in ombra misteri a cui non é dato sapere. Lo tsunami thainlandese dimostra quanto la forza dell'uomo/acqua possa varcare i confini dell'aldilà, per poi tornare nell'aldiqua, un sorpasso ripasso. Insuperabile.

6. Habemus Papam: un film che concentra tutte le ossessioni morettiane, rendendo vulnerabile la figura del Papa, che non é pronto ad affrontare ciò che forse non avrebbe mai chiesto o voluto, ma che la sorte (divina) lo aveva toccato. Un altro capolavoro di Moretti. Un film coraggioso.

7. Il cigno nero: l'opera filmica di Darren Aronofsky si presenta come un rebus psicadelico; l'alter(ego) di Natalie Portman cerca di uscire fuori (perchè é in conflitto con la sua rivale, che é sempre se stessa), in una trasformazione cronemberghiana sia fisica, sia psicologica. Ossessivo ed automasturbante.

8. A dangerous method: la malattia/ il disturbo mentale diventa virale, proprio per lo stesso virus che David Cronemberg inietta in ogni suo film. La morte ed il sesso trovano un filo conduttore che é il desiderio, lo stesso desiderio che viene estrapolato dai sogni ed interpretato. Collegamenti nostrani (sogno-sesso-morte), una triologia che chiude un cerchio, ma che mette a dura prova l'interpretazione dei sogni del maestro Freud. Capolavoro cronemberghiano/freudiano. Eccellente.

9. Zaum: un'altra cosa (meravigliosa) di enrico ghezzi divisa in sei parti e concentrata sulle catastrofi naturali ed artificiali, volute oppure involontarie (esemplare l'immagine delle torri gemelle capovolta). Un esperimento riuscito alla grande, come sempre, un frullato blobbistico e di sovrapposizione di immagini, che rendono ridicolo youtube. Opera initerrotta.

10. Orizzonti 1960-1978. Venezia 2011 (retrospettiva): adoro ogni retropsettiva veneziana, ritrova sempre il suo fascino. Tutto é iniziato dal tarantiniano "Italian King of B's" fino alla ricerca di tesori segreti, nascosti e semi-dimenticati, che hanno fatto la "storia segreta del cinema italiano". Le opere in esposizione sono state quelle di Carmelo Bene, Paolo Brunatto, Mario Garriba, Alberto Grifi, Romano Scavolini, Mario Schifano e non solo. Una ricerca essenziale e concentrata del vasto cinema anni 60-70, cosa chiedere di più. Completa.

11. La 54 Biennale d'Arte: una Mostra con al M maiuscola, una mostra che non ha bisogno di mostrarsi, che posiziona una Venezia così poliedrica sul tetto del mondo. Le esposizioni d'arte contemporanea sono così provocatorie, che attirano migliaia di visitatori, dalla fotografia ai video-art (non hard) fino alle opere d'arte. Insuperabile.

12. Surviving Life: uno dei principali film del "Future Film Festival 2011" di Bologna. Jan Svankmajer con la sua arte artigianale della stop-motion, esplora il mondo dei sogni, come ha fatto Cristopher Nolan con Inception e David Cronembreg con A Dangerous Method. Surreale.

13. The shock labyrinth:Extreme (3d+2d) e Sex and Zen (2d+3d) li voglio associare insieme come nota diversiva dell'utilizzo del 3d, il primo proviene dalla 67 Mostra di Venezia, mentre il secondo é arrivato nelle nostre sale dopo quasi tre anni dalla sua produzione. Da rivederli (non in 2d).

(m.f.)

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