Pillole di cinema parte 39 (XXXVIV): Charlie Chaplin...un natale in bianco e nero (2)

Foto scattata in occasione della "Mostra/Evento Chapliniana" del 2007 (30 anni dalla scomparsa di Charlie Chaplin) in Sala Borsa a Bologna nel 2007.
Se n'era andato che era natale (25 dicembre 1977), sembrava quasi che l'avesse fatto di proposito, Charlie Chaplin. Come ogni anno lo voglio ricordare, non di sfuggita, ma fermandomi col pensiero e respirando l'aria fredda invernale, che ricorda la sua "febbre dell'oro" (The Gold Rush - pellicola in bianco e nero (anzi più bianco che nero) ambientata nelle vere montagne innevate dell'Alaska). Charlie Chaplin era un ARTISTA poliedrico che con la sua musica, la sua recitazione, la sua espressione, il suo costume da vagabondo Charlot, sapeva dare voce all'immagine muta. Non parlo da laureato cinefilo, ma da semplice e puro appassionato di cinema, che ha scoperto da anni Charlie Chaplin e le sue meraviglie, e che oramai da tempo lo classifica al primo posto assoluto della storia del cinema. Ha saputo affrontare l'introduzione del cinema sonoro, ossia la morte del cinema vero, perchè solamente il cinema muto poteva dare un'impronta, anzi una profondità all'espressionismo nella sua forma più pura.Nella nuova era del sonoro (un esempio "il Grande Dittatore", che resta un capolavoro/rimorso affrontato con coraggio e proiettato in differita alla conclusione della seconda guerra mondiale - se Charlie Chaplin avesse avuto la minima idea di quello che succedeva nell'olocausto, non avrebbe mai fatto questo film) ha saputo comunque proseguire e dare un senso (inevitabile) alla sua carriera cinamatografica dominata dal bianco(e)nero. The Kid, Modern Times, The Circus, A dog's life, The Gold Rush, The Cure, The Immigrant, Easy Street, The Adventures, The Great Dictator, A Woman of Paris, City Lights e Limelight, sono solo alcune opere di questo elenco orizzontale (s)ragionato, che hanno lasciato, ciascuno di queste, un segno/messaggio profondo nell'immensa carriera cinematografica e che hanno toccato i nostri cuori e sentimenti. Le gag e le scene più belle come il circo delle pulci nel film Limelight, il balletto delle forchette con il pane in "The Gold Rush", l'incontro di Charlot con la donna non vedente ed il fiore posato a terra in "City of Lights", il messaggio di pace in "The Great Dictator", sono solo alcune delle sue realizzazioni che non conoscono i segni del tempo e che hanno reso Chaplin unico nella storia del cinema. Vi consiglio vivamente di leggere il libro "Alla Ricerca di Charlie Chaplin" (The Search of Charlie Chaplin) di Kevin Brownlow, editato della Cineteca di Bologna, un libro che fa tesoro della molteplicità artistica di Chaplin, quel buffo vagabondo di nome Charlot, che con il suo stile circense, ci ha fatto sorridere, riflettere e soprattutto ci ha aperto il cuore. Indelebile.
(m.f.)