26 Agosto 2010

Pillole di cinema parte XXIV: Locarno(in)corso(salani)

Locarno(in)corso(salani)



Nel pieno mese di agosto, le spiagge si affollano di turisti, mentre le sale cinematografiche rimangono desolate ed abbandonate a se stesse, una vera tristezza impotente. Il Festival di Locarno appena concluso il 14 agosto 2010, sotto il sole cuocente, ha mostrato tutta la sua meraviglia stilando una scaletta di opere d’autore di alto livello, avendo privilegiato quest’anno il genere horror che non tramonta mai.
“L.A. Zombie” e “Rammbock”, il primo è ambientato a Los Angeles dove uno zombie, interpretato dal porno gay francoissagat, va alla ricerca di corpi sanguinanti praticando metodi nostrani per portare in vita le sue vittime, il regista brucelabruce porta al Festival di Locarno un’opera pressoché sperimentale, in bilico tra cinema indipendente ed hardcore; il secondo è ambientato a Berlino, dove un virus potente trasforma gli abitanti in folli omicidi, la sceneggiatura segue le (quasi) stesse orme di Rec (65-66 Venezia).

Dalla recente scomparsa prematura di corso(salani), avvenuta nel mese di giugno,  i telegiornali non ne avevano per niente parlato, il Festival di Locarno ha voluto rendere omaggio proprio a colui che era sempre stato presente e partecipe a questa vetrina svizzera, le proiezioni filmiche sono state in suo onore le seguenti “Con gli occhi stanchi” pedina forte in(corso)di(salani), un’opera che non mostra la stanchezza di provare emozioni ,sentimenti e coraggio per il rientro in patria di un’ex prostituta polacca, ed il film (in)compiuto “I casi della vita”, un’opera ENI che tratta delle morti bianche. Con corsosalani non c’era la distinzione tra film/documento/fiction, il suo occhio superava l’obiettivo della cinepresa, perfino i suoi “Confini d’Europa”, con occhi non stanchi andava ad esplorare i luoghi sperduti e dimenticati del continente europeo, non a caso nel 2007 corsosalani vinse con “Imatra – Confini d’Europa capitolo 3” una sezione importante del Festival di Locarno “Cineasti del Presente”. Anche enricoghezzi è stato (e lo sarà sempre) un grande estimatore di corsosalani, tanto d’aver dedicato per notti inedite/intere del suo fuoriorario, tutti i capitoli dei “Confini d’Europa”, lo stesso enrico con l’evento del Festival di Locarno è stato partecipe della fondazione “Corso Salani”, assieme ai familiari e tra gli altri pure il Direttore della Cineteca Svizzera fredericmaire, il tutto per lo scopo di preservare e diffondere il suo modo originale ed unico di fare il cinema (in)corso.
Un cinema fatto di sopralluoghi, di finzione, di smascheramenti del cinema stesso, la sua bacheca docufictioncinematografica contata su due mani (non) stanchi, segnano un ricorso alla vita, nella quale ora corsosalani non può più tornare indietro. Mi affascinano gli inediti di fuori orario con i “Confini d‘Europa”, nella quale sono riuscito a (ri)scoprirlo con occhi diversi e sentendo perfino il vento che batteva forte sul microfono della telecamera nel momento in cui allo Stretto di Gibilterra il cinema (di) Corso faceva il suo sopralluogo. Mi ritornano in mente il “Mostro di Firenze”, il “Muro di gomma”, “Konakovo, Russia”, “Mirna”, “Palabras” e altri ancora che si possono trovare nell’enciclopedia infinita di wikipedia e negli estratti di youtube. Lo voglio ricordare ancora una volta, in questa scrittura ghezziana, che tanti (forse) mi odieranno, nel segno dell’opera incompiuta, dai casi della vita, dai confini d’europa, dalle morti bianche che rimbalzano sul muro di gomma, dove il filo conduttore documentario/fiction/cinema/vita/morte trovano una sentenza interrotta della morte stessa di corsosalani. Un abbraccio.

(m.f.)


P.S.: Video youtube: Corso Salani - Frammenti di un amore... (Fragmentos de un amor...) - Parte 2 di 2 (8:00)
http://www.youtube.com/watch?v=TGAvg1eWsJM

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