Clint

Il 31 maggio del 2010 Clint Eastwood ha spento la sua ottantesima candelina, sicuramente non lo ha festeggiato in questo modo, ma quasi sicuramente con un buon bicchiere di vino. Clint è come il vino (non una grappa o un amaro), più invecchia e più prende gusto ed il sapore ancor più prelibato. Nei primi esordi nei b-movie americani Clint era già un vino rosato, le aspettative erano molte e Sergio Leone lo sapeva che nel suo genere western, oramai diventato di suo brevetto, lui era il pezzo mancante per unire il dna cinefi(lo) dell’ western all’italiana (e finto americano) . La formula trio “Clint-Leone-Morricone” che approvo da tanto tempo e che ammiro/stimo molto con una sorta di nostalgia anche se a quei tempi ero ancora in fasce, ha dato una svolta al grande (ad allora piccolo) schermo delle sale cinematografiche italiane, c’era e c’è ancora tutt’oggi un marchio lo “Spaghetti Leone”, diventato inimitabile in quanto i film western girati in questi ultimi anni e quelli che usciranno in futuro non hanno nulla da raffrontare con lo stesso “Spaghetti Leone” , compiranno come zombie che non aspettano altro che essere di nuovo decapitati. La onnipresenza di Clint nell’ambiente cinematografico western ha dato valore al genere stesso, la sua immagine di uomo con (e sen)za cappello, con il sigaro consumato dal tempo in bocca ed il suo sangue perrennamente freddo ha lasciato un segno indelebile nelle nostre memorie leoniane, diventando un’icona clandestina, quasi un fuorilegge legalizzato per uccidere i fuorilegge, la triologia del dollaro rimarrà un (trio)cult indimenticabile. Non si toglie la divisa ed il cappello anche quando ha cominciato ad intraprendere la carriera di regista/attore/sceneggiatore con “Lo straniero senza nome”, poi facendo una carrellata veloce della sua filmografia dal suo “Mondo perfetto” Kevin Costner entra nel personaggio di un rapinatore/latitante, nella quale prende in ostaggio un bambino, Costner intraprende un viaggio/avventura sapendo già di essere morto o zombie di una storia che non avrà un lieto fine. Clint tocca varie tematiche ed argomenti, anche delicati, come la pedofilia in Mystic River un film molto forte ed altrettanto sottile, la pedofilia segna il destino di tre bambini portati via in macchina da perfetti sconosciuti, nella vita adulta la morte omicida della figlia di uno di loro, diventerà causa e motivo di riunione dei tre (ex)ragazzi, nella quale la loro coscienza ed i loro pensieri sono sempre rimasti in quei tre bambini che sono stati portati via in macchina, il destino di uno di loro incontrerà la morte. Il passato che è diventato futuro e vita reale, una ferita/trauma che non si è mai rimarginata, in realtà i tre (ex)bambini non sono mai usciti dalla macchina. L’eutanasia con “The Million Dollar Baby” segna una sceneggiatura speculare che racconta di una ragazza/pugile tanto forte esternamente ma tanto fragile dentro, la sua fragilità e coraggio mettono in fusione l’idea di diventare pugil(essa), nasce il binomio donna/pugilessa con vita/ring il destino sarà però uno solo. La sua fragilità è così tale che deve essere controllata, gestita e custodita dal suo maestro/allenatore/(quasi padre) Clint, lui stesso inizialmente era contrario al suo allenamento, ma con il passare del tempo i sentimenti della ragazza/donna sono riusciti a toccare con mano il suo cuore, facendolo cambiare idea, sarà poi Clint a toccare con mano il cuole fragile della pugilessa, nella sua mano c’è il destino di lei. Con “Gran Torino” beviamo un ottimo vino, rappresenta il testamento di Clint in veste d’attore, un capolavoro (quasi)razziale per non dire (non)razziale, la sua vecchiaia sembra ancora così giovane, resa tale dai suoi continui ricordi/ossessioni vietnamiti, la passione delle armi e della sua Gran Torino, intoccabile per gli altri e palpabile per i suoi pensieri e sentimenti; tanti però sono i rimorsi ed i sbagli che ha commesso nella sua vita, ma ogni pezzo di puzzle tornerà al suo posto…(ottimo film!). La sua ultima opera realizzata da regista (ma (non) l’ultima) è L’invictus, racconta dell’invincibile storia di Mandela (ex carcerato) e la squadra di rugby del Sud Africa diventata campione del mondo nel 1995 proprio a casa sua davanti al suo popolo. Il vino è ottimo auguri di nuovo Clint per i tuoi 80 anni.
(m.f.)
Video youtube: Clint eastwood Gran Torino "Voi bulli che state combinando?" (2:05)
http://www.youtube.com/watch?v=ods9MsQLodQ