17 Marzo 2010

Pillole di cinema parte XXI: Occhi tarantini puntati su Edwige Fenech

Pillole di cinema parte XXI: Occhi tarantini puntati su Edwige Fenech

Quel Gran Pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda - TRAILER - Mariano Laurenti (3:31)

Quanti occhi tarantini che ci sono, il B-movie italiano del genere commedia-sexy ha lasciato una scia indelebile a tanti occhi tarantini, l'icona femminile che tra la fine degli anni '60 fino all'inizio degli anni '80 che ha trasmesso sensualità e passione é stata Edwige Fenech, la musa mancata di Tinto Brass oserei dire, ma la sua carriera cinematografica non fa una piega, altro di meglio non poteva fare, la sua emigrazione in Italia é stata per lei un colpo di fortuna, ma il suo talento nato ha fatto la sua grande parte.
Edwige Fenech di origine algerina, dopo una breve carrellata cinematografica in Germania, approda in Italia portandosi con sé tutto il suo sapere, carisma, malizia, sensualità, passione, l'amore, l'impegno e la costanza per quel genere ancora amato e ricordato con nostalgia, il seno nudo di allora era un colpo di grazia per gli incollati alla televisione.
Edwige Fenech rappresenta l'esibizione del corpo semi(nudo), film come questi trovano rifugio soprattutto nei canali più emergenti da 7Gold a Canale Italia, tra una televendita ed un'orchestra (Festa in piazza), ecco che riappaiono come fantasmi appannati, pellicole dal ricordo nostrano del paese italiano, fatto di cose semplici, da un piatto di spaghetti, da una sbirciatina dal buco della serratura, dagli incontri in bagno, dai specchi che riflettono i retro(immagini) femminili, dalle gite scolastiche, dalle notti passate nelle camere degli alberghi, dalle supplenze scolastiche, fino a litigare con il bidelli.
Edwige Fenech rappresenta l'alter(ego) di Moana Pozzi, mostra uno stile cinematograficamente erotico in modo diverso, giocando molto sul desiderio che non della concretezza o risultato finale, vestendosi da maestra, da moglie, da nonna, da poliziotta, da suora...non manca niente, talento completo ed esauriente in tutte le sue parti, attrice poliedrica con uno staff tragico/comico con l'indimenticabile Pierino/Alvaro Vitali, Pippo Franco e tanti altri, tra vecchi e vecchissimi e non solo.
Trova un posto d'onore anche nel genere thriller sanguinoso di Hostel II, per il piacere di Quentin Tarantino (grande estimatore del genere) ed Eli Roth (regista del doppio film di Hostel), nei panni di "non a caso" insegnante universitaria, una partecipazione d'onore che dura circa 5 minuti, ma che lascia un impronta femminile che sconfigge i segni del tempo.
Con il film "Quel gran pezzo dell'ubalda tutta nuda e tutta calda" Edwige Fenech viene messa alla prova e trova la consascrazione di diva/musa del genere sexy/commedia/Bmovie/all'italiana, il 1972 per lei fu solo l'inizio, per tutto il resto trova il ruolo di ragazza dalle mille immagini/cartoline/locandine/pellicole maturando fama e popolarità.
Dalle docce psyco/comiche, ai spogliarelli in camera, in una settimana come questa così devota a lei, da questa sera "Quel gran pezzo dell'ubalda tutta nuda e tutta calda" (1972) di Mariano Laurenti verrà trasmesso su Sky Italia alle ore 22.55, poi venerdì 19 marzo su italia uno alle ore 3.40 ci sarà "La signora gioca bene a scopa"(1974) di Giuliano Carmineo e poi il film "Il ladrone" (1980) di Pasquale Festa Campanile su rai uno alle ore 3.35., dove vediamo Edwige Fenech in un'altra veste, al di fuori di come siamo abituati a vederla.

(m.f.)

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